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Bollicine di fine anno

29 Dic 2007

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Appena il tempo di osservare le bollicine agitarsi nel brindisi di capodanno, e via in volo oltre Atlantico, valigia in mano, a caccia di un'altra coppa di champagne: l'unica che ancora manchi nel curriculum di Fabrizio Gollin, paragrafo Grandi Gare. La 24 Ore di Daytona, che si corre in Florida (Stati Uniti) a fine gennaio è l'unica tra le prove di fondo che il pilota di Castelfranco non abbia mai vinto, o dove non sia salito almeno sul podio. Nel carniere ha già stivato Le Mans, Spa, Nurburgring, Silverstone. In qualche caso, impallinate più di una volta. Il circuito nordamericano, invece, ancora gli resiste. Allora, avanti con un nuovo assalto. Mai demordere. Partenza il 2 di gennaio con destinazione Miami, per poi risalire la costa fino a Daytona dove, dal 4 al 6, si tengono i test in preparazione della edizione 2008. Sono i giorni in cui l'equipaggio (Gollin, Gardel, Gidley, Jager) studia i cambi, le strategie e mette a punto la vettura. Anche quest'anno, come nel 2007, i quattro si alterneranno al volante di un prototipo Doran motorizzato Ford, e main sponsor quella stessa Kodak che ha dipinto di giallo e nero la vettura anche in precedenti occasioni. Proprio le 24 Ore sono state le gare che, nella stagione appena conclusa, hanno regalato le maggiori soddisfazioni a Fabrizio Gollin. Il podio ottenuto a Le Mans, partendo dalla pole, con la Aston Martin Dbr9; la vittoria a Spa-Francorchamps, al volante di una Corvette C6R (solo l'ultima delle tante affermazioni di Fabrizio sul circuito delle Ardenne, dove scommettergli contro non è mai un buon affare); i due podi nella velocissima Silverstone e lungo i tornanti del faticosissimo Nurburgring, dove si corre tra ali di folla e di storia. In quest'ultimo caso, pigiando l'acceleratore di una Bmw M3. Insomma, vetture diverse, identico risultato: sempre al vertice. Anche il campionato Le Mans Series, che rappresentava l'impegno con la cadenza più frequente, lo ha visto protagonista fino agli ultimi chilometri. Il momento clou, il più vivace, a due prove dalla fine quando, ottenuto il secondo posto nella 1000 chilometri di Spa (forse il circuito dove, in assoluto, Gollin si esprime meglio) il veneto si è trovato terzo in campionato, ad appena un punto dal secondo in classifica generale e soli due dal primo. Accanto agli impegni della Le Mans Series e delle 24 Ore, anche le partecipazioni a due gare del Campionato Fia Gt, dove Fabrizio è stato chiamato a rafforzare due squadre, gareggiando a Bucarest con una Maserati Mc12 ed a Zolder con una Aston Martin. In più, una esperienza straordinaria: la partecipazione al Festival della Velocità di Goodwood seduto tra le preziose lamiere di una Ferrari Gto d'epoca. Una cosetta del valore di 40 milioni di dollari. Di sicuro la vettura più costosa su Fabrizio abbia messo le mani. Di sicuro, la più emozionante. Soprattutto quando si è trattato di lanciare i 390 cavalli a 290 chilometri l'ora, in una gara che poco ha concesso alla cautela, nonostante l'anagrafe delle auto in pista. Complessivamente, una buona annata, dove le vittorie si sono intrecciate con momenti difficili. Come sempre, in uno sport che fa dell'incertezza l'unico elemento garantito. Con la gara che si corre in America, intanto, inizia di fatto la stagione 2008. I programmi allo studio sono diversi; possono portare il pilota di Castelfranco a gareggiare sia in di qua che di là dall'Atlantico. Probabilmente, le opzioni saranno più chiare dopo che la bandiera a scacchi si sarà abbassata sul muso del vincitore di Daytona. E dopo che le bollicine saranno esplose dai colli delle bottiglie nell'aria calda della Florida.

 
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